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Mothia

Segesta

Davanti la costa marsalese, nella zona delle saline, alcune piccole isole si stringono a formare una laguna: è la Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone. Tra queste, la più importante è sicuramente Mothia.

Il suo ruolo nella storia non è indifferente. Per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, i Cartaginesi ne vollero fare un proprio scalo commerciale. Purtroppo però Mothia subì le conseguenze della lotta tra Greci e Cartaginesi per il dominio sulla Sicilia. Quando fu attaccata e distrutta da Dionisio di Siracusa, i suoi abitanti si trasferirono sul promontorio antistante, dove sorse l’odierna Marsala.

I resti della sua civiltà e della sua florida attività economica sono stati riportati alla luce da una lunga serie di scavi archeologici,Grande vanto dell’isola, è il famoso Giovinetto di Mothia.
La statua in marmo bianco dell’Anatolia, alta 1,81 m, manca degli arti. Molti sono ancora i dubbi riguardo l’origine e il soggetto rappresentato. La tunica e la complessa acconciatura fanno comunque pensare ad un soggetto di alto rango. L’autore, se non greco, fu comunque influenzato dallo “stile severo” greco e possedeva un senso plastico non comune. Le proporzioni sono armoniose ed eleganti. Molto bella la tunica pieghettata e ben disegnata sul corpo. Probabilmente risale al V sec. a.C. soprattutto grazie all’opera di Giuseppe Whitaker che aveva precedentemente acquistato l’isola.

 

 

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